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Sala Consilina
La fascia pedemontana dove sorge Sala Consilina fu sede di insediamenti remoti del Vallo di Diano. La vasta necropoli che per più di 4 km si estende dalla contrada Profica alla contrada Marsicanello, ha infatti messo in luce la stratificazione di diverse culture, a partire dal IX secolo a.C., da quella villanoviana a quella romana. Notevoli e meravigliosi sono gli arredi venuti alla luce nelle circa duemila tombe a cremazione ed inumazione; molti di questi si possono ammirare non solo nel locale Antiquarium, ma ancor più nel Museo Provinciale, nella Certosa di Padula (Salerno) dove migliaia di altri pezzi sono custoditi nei depositi, e perfino nel Museo Petit Palais di Parigi.
La mancanza di un riferimento di questa enorme necropoli ad un insediamento stabile, di cui nessuna traccia è stato possibile ritrovare, fa pensare che per secoli gli abitanti di questi luoghi dimoravano in vari nuclei di capanne, scomparse a seguito di eventi naturali o di successivi insediamenti abitativi. Certo è che nessuna notizia storica ci è pervenuta in ordine alla preesistenza dell'insediamento sino al tardo Medioevo. Abbiamo invece documenti che ci confermano l'esistenza, sia in epoca romana che nell'alto Medioevo, di centri come Atinum, Marcellianum e Consilinum, molto prossimi a Sala Consilina, la cui evoluzione ebbe con essa molti momenti di intreccio e di contatto.
Per la sua posizione strategica si presume che al tempo dei Romani un posto di guardia era situato nella parte alta dove forse sorse anche un tempio pagano, sostituito successivamente dall'antichissima Chiesa di San Leone. Le Taverne (lungo la via Provinciale, nell'omonima contrada) potrebbero essere state fin dai tempi antichi una stazione di sosta lungo il tracciato della più antica strada consolare romana collegante Capua con Reggio.
La maggior parte degli storici è pertanto, concorde che l'insediamento odierno di Sala trae origine dalla distribuzione di Marcellianum, i cui abitanti vennero a stabilirsi sulla fascia immediatamente soprastante l'antica necropoli. Che si trattasse degli abitanti di Marcellianum o di altrove, sembra ipotesi comunque attendibile, perché sono molti i toponimi a cominciare dalla denominazione della città, che ricordano la dominazione longobarda e successivamente quella normanna, e all'inizio dell'anno Mille. Verisimilmente per la sua morfologia Sala sorse nell'Alto Medioevo (VII-VIII secolo d.C.), allorquando un nucleo di Longobardi si stabilì su un territorio con probabili finalità militari, creandovi una struttura fortificata (il castrum o castello) e anche una residenza signorile (una curtis o un palazzo, con una sala). Di questa fase originaria non resta traccia materiale evidente, né si coglie un riflesso nella documentazione oggi conservata negli archivi pubblici.
Comunque sia, se davvero vi fu all'origine un nucleo longobardo, così come il toponimo germanico Saal-Sala induce a ipotizzare, esso potrebbe aver assunto una fisionomia meglio definita dopo il Mille e, più precisamente, durante la dominazione normanna (sec. XI-XII): a quel periodo, infatti, risalirebbe la fondazione di alcune chiese cittadine, come San Leone IX, Santo Stefano e Sant'Eustachio. Nella fioritura di quel periodo, prodotta anche dalla generale e favorevole congiuntura demografica del tempo, pare che l'insediamento sia andato configurandosi come una tipica Terra normanna, con un nucleo abitato principale e con alcuni casali rurali dislocati in vari punti del suo territorio (San Damiano, Santa Lucia, Sant'Angelo).
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