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Roccella jonica
Nota cittadina della provincia di Reggio Calabria, centro
di villeggiatura estiva, distinta nella parte medioevale,
collinare, e nella parte moderna, sul mare.
Le sue origini, risalgono al tempo delle prime colonie della
Magna Grecia. II suo nome primitivo fu Amphysia, citata da
Ovidio nelle Metamorfosi. Intorno all'anno 1000 essa prese
il nome di Rupella, in seguito mutato in Arocella cioè "piccola
rocca". Nel suo dialetto odierno si notano ancora voci del
sostrato della lingua greca, in Iinea di massima la sua storia
seguì quella di Locri, la forte polis repubblicana che dominava
da Capo Zeffirio alla odierna Allaro. Infine al tempo della
espansione di Roma verso il sud della penisola, anche Roccella
come la stessa Locri, fu presa ed incorporata nel dominio
romano.
Percorrendo le strade del centro storico, si trovano numerosi
palazzi signorili di interesse storico come il Palazzo Englen
(oggi Tassone), costruito probabilmente alla fine del XVIII
secolo. E’ uno degli edifici più imponenti del Borgo, e appartenne
alla nobile casata Englen, originaria di Acquaro d’Arena (CZ),
che si trasferì a Roccella verso la fine del ‘600, divenendo
una delle maggiori esponenti del seggio nobiliare cittadino.
L’esterno della costruzione dai toni sobri, desume l’opera
di maestranze serresi. Tutte le rifiniture litiche, dal portale
alle mensole sono in pietra. La Villa Carafa (oggi Lorenzoni)
nasce come aggregazione dell’attigua chiesetta del Priorato
Gerosolimitano, probabilmente nel XVII secolo. L’edificio
si presenta a due piani. Il piano terra è destinato alla zona
di servizio, mentre al piano superiore, cui si accede mediante
una scala di granito, sono disposte le camere da letto e i
vari saloni. La villa è contornata da un giardino a terrazze.
Oltre ai monumenti, la storia di Roccella la si coglie ancora
percorrendo alcuni caratteristici vicoli del Borgo, la parte
alta del paese, dove si trovano numerose testimonianze della
civiltà contadina (come le tipiche abitazioni, i frantoi,
ecc) o visitando i borghi marinari come i rioni Zirgone e
Sant’Antonio. Le tradizioni popolari contadine e marinare
sono annualmente valorizzate da due feste ad esse dedicate,
in cui si rivive l’atmosfera dell’antica Roccella.
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