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Mandatoriccio
E’ convinzione che la parola Mandatoriccio derivi dal toponimo, ossia dall’antico nome del luogo Màndràtoras (padrone di mandrie). In epoche alquanto remote, l’abbondanza di pascoli ed il verde lussureggiante e rigoglioso dei boschi, peraltro non lontani dalla costa, consentiva alle numerose mandrie e greggi di svernare nelle vallate prossime alla marina, dove il clima si mostrava assai più clemente.
Durante i torridi mesi estivi, quando i pascoli rinsecchivano sotto i cocenti raggi del sole, le carovane dei mandriani e degli allevatori si spingevano verso le zone interne fino all’altopiano della Sila già conosciuto ai tempi dell’Impero Romano.
Sila deriverebbe, infatti, dal latino Silva. Prima che gli armenti potessero raggiungere le verdi distese silane, trovavano in Mandatoriccio, ciò fino al secolo scorso, un’importante stazione di sosta. La superficie destinata ad accogliere le mandrie si estendeva intorno alle attuali Piazza Garibaldi e Piazza XX Settembre, compresa l’area occupata dalla "Chiesulella". Che Mandatoriccio debba il nome ad un nobile casato, come quello dei D’Altavilla Mandatoriccio, appare anche assai probabile.
Non si esclude neppure l’ipotesi che i giovani Principi Francesco ed Isabella D’Altavilla, primi fondatori e figli ultimi geniti del Signore di Corigliano Onofrio d’Altavilla detto il malvagio e Mabilia Pignatelli di Monteleone soprannominata la santa, abbiano assunto il nome di Mandatoriccio dopo che la madre ed il primogenito Filippo li ebbero resi vassalli del Feudo di Corigliano, assegnando loro quella porzione di terre comprese fra l’attuale territorio di Mandatoriccio-Pietrapaola e confinante con i domini di Calopezzati e Crosia, rispettivamente donati ai fratelli maggiori Alfonso e Ludovico, quest’ultimo imparentato con i Toscano di Rossano.
Il Castrum di Mandatoriccio ebbe il suo primo momento di splendore intorno alla seconda metà del Secolo XII sotto il dominio dei fratelli Francesco e Isabella D’Altavilla. Il castello, oltre a costituire un’importante cellula politica di comando e di potere, ossia un mandamentum di notevole importanza strategica, si caratterizzò anche come salvamentum, garantendo protezione alle popolazioni del luogo dagli improvvisi e frequenti assalti dei Turchi.
Per qualche decennio la castellania di Mandatoriccio divenne un punto di riferimento anche per gli altri feudi limitrofi, vuoi per l’abilità strategica del Sire e per la saggezza della sua intrepida sorella, vuoi per l’imprendibilità derivata dall’ubicazione: il Castello, la Chiesa e l’agglomerato di case destinate ai milites gregari erano stati costruiti (come spiegheremo più avanti) a circa 600 metri di altezza dal mare sopra un colle che cadeva a strapiombo sulla sottostante vallata e caratterizzati da una sola via d’accesso.
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