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Castrovillari
Scarsissime sono infatti le tracce del suo passaggio plurisecolare, interrotto solo da una breve parentesi tra il 1581 (o 1579) e il 1610, quando Castrovillari passò nei domini di Nicola Bernardino Sanseverino. Non uno stemma, non un’opera d’arte donata alle chiese parrocchiali; gli unici ricordi sono i continui balzelli e le liti giudiziarie davanti ai Tribunali di Napoli per far valere i diritti dell’Università cittadina, contro una prepotenza proterva e senza limiti.
Scarse e poco importanti notizie riguardano il XVIII secolo e bisogna attendere la fine di questo per avere le prime novità. Il 1799 è l’anno della Repubblica Partenopea, della guerra sanfedista e dell’inevitabile repressione borbonica. In quell’anno a Castrovillari si innalzò l’Albero della Libertà, si cantò, si ballò in suo onore e si uccise il malvisto agente feudale Domenico Cappelli. Nel 1806, l’arrivo dei Francesi e delle leggi consacrate dalla Rivoluzione del 1789 portò in tutto il Regno una ventata di innovazioni. Dapprima l’eversione della feudalità e poi la soppressione degli ordini monastici, resero libere grandi estensioni di terreno, accaparrate dalla ricca borghesia emergente, che si sostituì in tutto e per tutto alla vecchia nobiltà, spesso acquisendone anche i titoli. Parte di questa borghesia francesizzante prese poi parte attiva ai moti del Risorgimento che porteranno ad una serie di processi politici durante i quali saliranno alla sbarra, imputati per lesa maestà, uomini come Carlo Maria L’Occaso, storico; Giuseppe Pace, futuro colonnello dei Garibaldini;Giuseppe Salerni, Dionisio Baratta, Michele Bellizzi e tanti altri che pagarono la loro sete di libertà con l’esilio e con anni di carcere duro a Nisida e a Ventotene.
ll 1° settembre 1860 Garibaldi fa il suo ingresso trionfale a Castrovillari pavesata a festa, prendendo alloggio a Palazzo Pace, dove fu accolto dalla madre di Giuseppe Pace, Maria Baratta, che aveva subito il carcere borbonico. Il giorno seguente viene celebrato un solenne Te Deum nella chiesa della SS. Trinità, portata a termine da pochi anni e che accoglierà dopo circa sei anni le spoglie mortali del colonnello Pace, morto a soli 39 anni di febbri malariche.Il 21 ottobre, sotto la presidenza di Vittorio Principe si svolge il plebiscito per l’Unità d’Italia con il risultato scontato della vittoria del nuovo Stato e da allora, in un certo senso, la storia di Castrovillari si confonde con quella del resto della penisola.
Il processo di unificazione verrà oscurato da episodi di brigantaggio che avvengono così spesso da rinverdire i ricordi delle carneficine del periodo dell’occupazione francese; dall’ emigrazione di tante, troppe persone con la loro diaspora verso l’America, e dalla complessa Questione Meridionale.
Attiva la partecipazione alle guerre coloniali, alla Prima Guerra Mondiale ed alla Seconda dei Castrovillaresi, che vedono parzialmente ridotta in macerie la parte più antica del loro luogo natìo dai bombardamenti alleati del 1943.
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