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Amantea
Amantea è una interessente e bella cittadina, molto
frequentata come stazione balneare.
Le sue origini sono antichissime: il nome deriva dal latino
Amantia, ma il centro esisteva forse precedentemente all'epoca
romana.
Devastata dai Saraceni, ebbe un ruolo importante nelle guerre
tra Aragonesi e Angioini.
Fedele alla dinastia borbonica, fu centro dell'insurrezione
calabrese contro i Francesi, da cui fu assediata e presa per
fame nel 1806.
La lunga storia di Amantea ha fatto si che arrivassero fino
ad oggi una moltitudine di bellezze architettoniche a testimonianza
delle genti che abitarono questi luoghi.
Il Castello si trova sulla sommità pianeggiante del
colle roccioso, con versanti dirupati, che sovrasta l'antico
abitato. Presenta un impianto costruivo a base quadrilatera
con due lati cinti da un fossato e con un ponte in muratura
che ne permette l'attraversamento; gli altri due lati sono
a picco sui dirupi scoscesi. Possiede quattro torri angolari
di cui la più antica è quella circolare a base
scarpata. Le prime opere difensive risalgono al periodo arabo.
Nel tempo il castello fu più volte restaurato, riadattato
e ampliato.
La Chiesa Convento San Bernardino da Siena, è un edificio
religioso di grande bellezza architettonica rianimato dall'assidua
frequenza dei fedeli e reso luogo di intensa spiritualità
dopo il recente insediamento dei Frati Minori Conventuali.
Il complesso monastico costituito dalla chiesa e dal convento
dotato di chiostro e corsie è uno degli esempi più
rilevanti dell'architettura tardo-gotica in Calabria. Fu edificato
nel 1436 su un sito collinare fuori le antiche mura per accogliere
i frati Minori Osservanti. Sulla facciata a cuspide della
chiesa si notano gli incavi dove erano collocati i bacini
di ceramica disposti a forma di croce: preziosi lustri ispanici
medievali di origine islamica decorati da motivi ornamentali,
scene, figure ed intrecci di trame coloratissime che evocano
la calda luce d'oriente.
Amantea comprende una parte in pianura, lungo la costa, fra
rigogliose colture di agrumeti, e una parte antica disposta
su di un colle allo sbocco della gola di Catocastro. |