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Acri
Secondo alcuni sarebbe L'antica ìPantosiaî secondo altri sarebbe sul posto di "Acheruntia". Comunque, sia L'una che L'altra sarebbero state precedute dalla bruzia "Acra".
Durante la guerra angioini ed aragonesi vi si rifugiò G.B. Grimaldi, vicerè di Calabria e fu invano assediata dalL'avventuriero aragonese Maso Barrese che, quando riuscì a prendere la città, segò in due Nicola Cancioffo, il più tenace difensore della stessa. Nel 1479 fu presa, ed in parte distrutta, dai francesi.
Nel 1799, facendo propri i principi della rivoluzione francese, si autoproclamò repubblica ed i borboni, per rappresaglia, vi compirono stragi e barbarie di ogni genere che lasciarono il segno segno profondo nelL'animo della cittadinanza e fecero maturare quelle attività antigovernative che videro sulla breccia cittadini acresi come Battista Falcone, triumviro della spedizione di Sapri, Francesco e Vincenzo Sprovieri, dei Mille.
Vi nacque il poeta-umanista Vincenzo Padula. Arte - Rimangono numerosi edifici a testimonianza del rinnovamento edilizio che la città subì nel '700. Di epoca precedente pochi ruderi e muraglie del quattrocentesco castello.
Nella chiesa di San Nicola, arco del '600 e pala díaltare della stessa epoca, nella chiesa dei Domenicani portale di altare barocco del '500; pregevoli opere del '600 nella chiesa di San Francesco da Paola. Opere barocche nella chiesa originaria del medioevo di S. Maria Maggiore.
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