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Venosa
La città, adagiata su un pianoro a circa 400 metri sul livello del mare, alle cui falde scorrono il torrente Rendina ed il Fiumara di Venosa si trova ai confini con la Puglia. E’ certamente la città più antica della Basilicata come testimoniano numerose armi e suppellettili preistoriche rinvenute nei dintorni e conservati nel Museo Lapidarium.
Per chi si reca a Venosa meta obbligata è il Parco archeologico, suddiviso in tre nuclei principali: il complesso termale e l'Anfiteatro (I-III sec. d.C.), il complesso episcopale con il Battistero, la Basilica paleocristiana, poi Chiesa della SS. Trinità, e la Chiesa incompiuta ed il Castello aragonese "Pirro del Balzo" (costruito nel 1470) che ospita attualmente il Museo Archeologico Nazionale.
La fortuna di Venosa proviene in larga parte dalla sua posizione geografica: per molto tempo essa fu una delle principali stazioni della Via Appia, forse la più importante arteria di comunicazione dell'antichità, strada che congiungeva Roma con Brindisi, vettore e canale obbligato degli scambi tra il Mondo Occidentale e quello Orientale e la sua storia si intreccia con i traffici e le truppe che attraversano l'arteria. Le dominazioni che si succedono nella città sono comuni a quelle delle contrade del Sud.
Ciò che resta è la memoria di un passato illustre che continua a sollecitare studi e ricerche.
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