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Metaponto
La costa del Metapontino rappresenta l'orlo estremo di una
pianura alluvionale originata dai detriti depositati dai cinque
fiumi (Basento, Bradano, Cavone, Agri e Sinni) che dalle montagne
lucane scendono allo Jonio.
Metaponto
fu fondata da coloni greci dell'Acaia intorno alla metà del
VII secolo a.C., diventando molto presto una delle città più
importanti della Magna Grecia. Secondo lo storico Strabone,
Metaponto fu fondata da Nestore di ritorno dalla guerra di
Troia La ricchezza economica della città proveniva principalmente
dalla fertilità del suo territorio, testimoniata dalla spiga
d'oro che veniva raffigurata sulle monete di Metaponto e che
divenne il simbolo stesso della città e che essa inviava in
dono a Delfi.
Metaponto
stabilì un'alleanza con Crotone e Sibari e partecipò alla
distruzione di Siris. Nel 413 a.C. aiutò Atene nella sua spedizione
in Sicilia. Durante la Battaglia di Heraclea del 280 a.C.
si alleò invece contro Roma con Pirro e Taranto. Quando Roma
vinse definitivamente la guerra contro Pirro, Metaponto fu
duramente punita e alcuni esuli metapontini trovarono rifugio
a Pistoicos, unica città che era rimasta fedele a Metaponto
durante la guerra. Nel 207 a.C. offrì ospitalità ad Annibale
e i romani la punirono nuovamente, distruggendola. Divenne
allora città federata riacquistando il suo splendore intorno
al I secolo a.C..
L'espansione
urbana della città continuò fino all'età romana, che coincise
con la decadenza e col progressivo abbandono della città,
che venne lentamente ricoperta dai sedimenti alluvionali dei
fiumi. A Metaponto visse e operò Pitagora che vi fondò la
sua scuola. A poca distanza dalla città moderna è situata
l'area archeologica di Metaponto con le sue rovine tra cui
spiccano le celeberrime Tavole Palatine e il Museo Archeologico
Nazionale di Metaponto. |