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Gran Sasso
Il Gran Sasso è un imponente massiccio calcareo lungo circa 35 chilometri, culminante nel Corno Grande,
che con i suoi 2912 metri è la maggior elevazione dell'Appennino. I suoi versanti, soprattutto
quelli settentrionali e orientali, hanno un aspetto alpino, con pareti precipiti, creste e un piccolo ghiacciaio
(l'unico dell'Appennino).
La catena del Gran Sasso è costituita da calcari e dolomie che danno alla montagna in aspetto maestoso, con pareti
altissime e verticali non presenti in nessun altro settore dell’Appennino.
La natura calcarea delle rocce favorisce la presenza di fenomeni carsici come inghiottitoi, grotte e forre scavate
dalle acque, ben evidenti a Campo Imperatore, il più vasto altopiano dell’Appennino, situato ad un’altitudine di 1600 metri.
I Monti della Laga sono invece costituiti da arenarie e marne e le cime si presentano più arrotondate, con numerose
valli incise e profonde.La vetta più alta è costituita dal Monte Gozzano (2458 m.).La caratteristica costituzione di
questa catena montuosa fa’ sì che l’acqua scorra impetuosa in superficie creando ruscelli e torrenti che scendono a
valle formando decine di splendide cascate, tra le quali ricordiamo quelle della Morricana.
All’interno di questo parco si trova il lago più grande dell’intera regione, il lago di Campotosto, bacino artificiale
trasformato in lago intorno agli anni 1930-1940.Tutto il territorio del parco è caratterizzato da una serie di borghi
di origine medievale che conferiscono ai luoghi notevole suggestione; tra tutti ricordiamo Rocca Calascio che con il
suo Castello costituisce sicuramente uno dei più caratteristici.
Nel parco troviamo più di 2000 specie di piante. Mentre il Gran Sasso si caratterizza , in particolare nel versante
aquilano, per la grande estensione dei pascoli, i Monti della Laga sono per buona parte ricoperti da foreste.
I boschi sono costituiti quasi essenzialmente dal faggio al quale si accompagnano alberi di tasso, agrifoglio,
acero di monte, sorbo montano e abete bianco. Sulla Laga sono presenti anche vaste estensioni di castagneti, piuttosto
rare in Abruzzo.Il sottobosco è popolato da numerosissimi anemoni, ranuncoli, gigli rossi, ma anche da fiori quali la
stella alpina appenninica e l’adonide distorta; le radure sono ravvivate dai colori di numerose specie di orchidee.
La fauna è rappresentata da specie rare, quali il lupo appenninico, il gatto selvatico e soprattutto il camoscio,
reintrodotto da poco sul Gran Sasso, oltre che da cinghiali, scoiattoli e volpi. Tra gli uccelli rapaci ricordiamo il
falco pellegrino, il falco lanario, l’astore e l’aquila reale; mentre tra le specie rupestri, il gracchio alpino, il
gracchio corallino, il picchio muraiolo, e nelle quote più alte il fringuello alpino e lo spioncello. Tra gli anfibi,
anch’essi diffusi, segnaliamo tre specie di tritoni, la salamandra pezzata, il geotritone italiano, la salamandrina dagli
occhiali.
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